Monica Binda e il cammino di San Nilo
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Monica Binda ci racconta il fascino del Cilento, vissuto attraverso il suo inaspettato cammino. Un contrasto violento e piacevole tra il suo vissuto quotidiano in Lombardia ed il nostro territorio.

Perché fare il cammino di San Nilo ?

Quando la mia amica ha scelto il Cammino di San Nilo, sinceramente non ne ero entusiasta.

Non so neppure dire il perché. Fatto sta che siamo partite dalla Lombardia e ci siamo avventurate tra i monti del Cilento.

A distanza di giorni dal nostro ritorno, sento il bisogno di scrivere perché si deve fare il Cammino di San Nilo.

La segnalazione

Ben segnato, ma in alcuni punti sono stati di aiuto le mappe gps che gentilmente ci hanno “segnalato” i ragazzi del Cammino. Li ringraziamo per la loro discreta presenza e disponibilità nel caso di bisogno.

I paesaggi

Diversi in ogni tappa. Dal bosco, agli ulivi, ai campi coltivati. Ai sentieri aridi incorniciati di cespugli bassi, rovi colmi di more e massi, quasi come in alta montagna. Piante di fichi, uva, mandorle. Casette seminascoste dalla vegetazione. Branchi di capre che ti fanno compagnia con il loro belare, le mucche con i loro occhi dolci. Il silenzio che ti avvolge e ti imprigiona i pensieri, e ogni tanto torni alla realtà con il rumore di alcuni uccelli che spaventati dalla nostra presenza spiccano il volo.

All’inizio e alla fine del Cammino, siamo state allietate anche dalle bellissime viste dei monti incorniciati dal mare.

Un mare azzurro che si fondeva con il cristallino del cielo, così diverso dal cielo Lombardo.

I paesini arroccati sulla cime dei Monti. Così lontani da sembrare irraggiungibili. Piccoli agglomerati di case con i balconi fioriti. Bellissimi e silenziosi.

Il sole caldissimo che a volte ti opprimeva, ma ti dava anche l ‘energia per continuare passo dopo passo nel silenzio, per risparmiare le forze.

Il cibo

La meraviglia di sentire gusti forti, decisi.

Le mozzarelle che sanno di mozzarelle e i pomodori di pomodori.

Assolutamente non più scontato, qui al nord. Le pesche succose e i fichi dolcissimi.

 

il Cammino di San Nilo unico nel suo genere è l’incontro di storia, spiritualità, natura e tradizioni. Il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è infatti anche l’unico Parco a vantare quattro riconoscimenti UNESCO: Patrimonio dell’umanità, Biosfera MAB, Geosito e Patrimonio Immateriale grazie alla Dieta Mediterranea.

www.camminibizantini.com
www.camminodisanilo.com

In un agriturismo ci hanno offerto una qualità di pere e di mele, molto piccole ma dolcissime e saporite. Non si trovano quei frutti nei nostri supermercati. Spesso abbiamo avuto il piacere di ritrovare sulla tavola a cena o a colazione la stessa frutta e verdura che nel pomeriggio era nell’orto.

Cibo genuino, squisito, sano che si fondeva in bocca, accompagnato da un buon vino che anche se bevuto un bicchiere in più, il mattino non avevi mal di testa, segno che era di ottima qualità. Il conto, genuino come il cibo consumato!

Le strutture di accoglienza

Abbiamo dormito in agriturismi, in B&B, in appartamenti. Tutti pulitissimi. Ristrutturati da poco. Confortevoli. Alcuni anche molto belli. Tutti a prezzi contenuti.

La pulizia

Con immensa meraviglia non abbiamo trovato un pezzetto di carta e un pezzetto di plastica lungo tutto il Cammino. Non sulle strade asfaltate, non sui sentieri e neppure nei paesi. Tutto pulito ed immacolato.

Sembra scontato, ma non lo è assolutamente e questo ci ha fatto un immenso piacere. Il rispetto per il nostro bellissimo mondo.

Le persone

Belle, sorridenti, ospitali. Ci fermavamo per chiederci dove stavamo andando tre donne con lo zaino in spalla, sotto il sole del mezzogiorno. Parlavano volentieri. Ci offrivano un caffè o dell’acqua fresca. Sia la donna contadina che lavorava nel proprio orto, sia la donna seduta davanti alla propria casa immersa nel verde sui monti, sia l’oste del bar dove abbiamo trascorso un oretta per riposare. Anche le due donne che seguivano il gregge di capre che nonostante il caldo e il lavoro, si sono fermate a parlare con noi per un bel po’ di tempo. Negli agriturismi o locali dove abbiamo alloggiato sia nei ristoranti dove abbiamo consumato ottime cene, anche qui abbiamo trovato persone sempre molto gentili e disponibili. I venditori di frutta con i loro camion, il panettiere e il conducente del piccolo alimentari, unico punto vendita del paesino.

Tutta gente molto allegra, curiosa (in senso positivo), scherzosa che ti facevano sentire di casa. Abbiamo incontrato sempre persone educate, gentili, sagge e assolutamente non banali con cui confrontarci e ascoltare il loro vissuto.

Sembra poco, ma non lo è. Persone di una umanità non comune.

Abbiamo trascorso alcuni giorni in questo angolo di Italia a noi sconosciuto, colmo di colori, profumi, sapori e dolci parole. Siamo state bene tanto bene che ancora oggi a distanza di giorni il mio pensiero è spesso là, sui monti cilentani, sotto un sole arroventato, nel silenzio dei boschi con il profumo della macchia mediterranea sulla pelle.

Da fare e magari, da rifare. Chissà!

Di Monica Binda

Vive a Varese, appassionata di viaggi ed arte. Si piace definirsi "Sono una donna che ha scoperto da poco il piacere del camminare lungo i sentieri, immersa nella natura e nei pensieri...".