francesco e jose learning anumals
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La mia gioventù ha molto frequentato quel territorio intriso d’Animalità
che si chiama Cilento.

Il mio orizzonte sia naturalistico sia di attivismo antivenatorio, era rappresentato infatti da tutto quel territorio campano che dalla sponda meridionale del fiume Sele, risaliva
su verso l‘Altopiano degli Alburni e poi scendeva giù verso la costa,
verso le scogliere che scendevano ripide e rocciose verso il mare.

Francesco De Giorgio – Learning Animals


Affascinato sempre da quel territorio selvaggio, ma che raccontava anche
di antichi miti e mitologie elleniche, mi addentravo spesso in esso,
soggiornando in locande molto spartane, dormendo in tenda o
semplicemente in un sacco a pelo.

Le mie ricerche animali spaziavano dal cercare segni della presenza di lontre e lupi, dall’osservare le società dei gracchi corallini, fino alle azioni di protezione dei falchi
pellegrini che nidificavano tra le impervie ripe di Baia degli Infreschi.


Le lontre, così come i lupi, erano presenze che non vedevi così
facilmente, ma di cui trovavi, se sapevi cercare, le loro tracce, le
loro impronte, i resti dei loro pasti.

Percorrere la sponda meridionale del fiume Sele alla ricerca di tracce di lontra, era un po’ come camminare tra le mangrovie del Borneo. Spesso esploravo questo ambiente in kajak, quindi facilitato dal fiume stesso.


E dopo il Sele e la sua piana alluvionale, via verso i templi di Paestum
a ricercare il mito ma anche a fare azione di dissuasione e sabotaggio
alle attività venatorie legali e illegali, svolte sulla costa di fronte
i templi ai danni delle marzaiole, piccole anatre selvatiche.


E poi via in su risalendo i bianchi monti Alburni, raggiungendo le praterie d’altitudine, con l’energia trottante di un lupo e il volo brioso di un gracchio corallino, per poter dall’alto allargare il mio orizzonte verso il resto del Cilento, verso la costa, verso altre avventure e dove la mitologia greca classica vuole siano stati pietrificati rivoltosi Titani, trasformati così nei picchi, nelle mura
naturali, nei bianchi spalti di roccia degli Alburni, dai quali mi affacciavo nelle mie escursioni solitarie cercando Animalità.

Monti Alburni


E dagli Alburni quindi con lo sguardo verso la costa più meridionale
cilentana che si affaccia sul Tirreno, sapevo che la successiva tappa di naturalista e attivista, sarebbe stata Baia Infreschi a monitorare che le attività di falchi pellegrini nidificanti sulle abissi di quella costa, procedessero indisturbati, anche se questo richiedeva qualche sbucciatura alle mie ginocchia ancora giovani, ma che tali sono rimaste ancora oggi a cinquantacinque anni di età, con ginocchia rimaste giovani e sbucciate.


E così tra selvaticità e mito, accompagnato da Animalità ed Epica, tra la meraviglia del mito e della realtà, mi sono vissuto le mie tante avventure in quello spaccato di terra che si chiama

Cilento, terra che ancora oggi riecheggia nei miei passi, nei miei viaggi così lontani, eppur così vicini ad essa e a me.

Di Francesco De Giorgio

Francesco De Giorgio, salernitano d'origine, è biologo, etologo, naturalista e si interessa di filosofia antispecista. Fondatore dell'istituto internazionale di formazione Learning Animals insieme a sua moglie José, promuove lo sviluppo di un paradigma di conoscenza, consistente sia nella teoria che nella pratica, all'interno di una lotta di liberazione per l'Animalità, anche umana. L’approccio “immersivo”, pratico e critico alla scienza e la stretta convivenza con gli animali, si affiancano all’attività di divulgazione, consulenza e docenza dove Francesco illustra e approfondisce l’applicazione di modelli cognitivi d’apprendimento, relazione e problem experience, contribuendo attivamente allo sviluppo dei Critical Animal Studies. Francesco dedica le sue energie non solo a comprendere e supportare gli animali in difficoltà, ma anche a porre in una luce diversa e all’interno di una prospettiva critica la questione animale in genere, con riferimento alla liberazione della mente animale dall’industria dell’addestramento e dalle logiche addestrocentriche, svolgendo da anni anche formazione per i volontari dell’associazionismo animalista e antispecista. Gesti semplici e quotidiani, come distribuire il fieno per i cavalli o svolgere le attività connesse a una vita in coesistenza con l’animalità, si intrecciano a un intenso lavoro di riflessione e formazione: Francesco è infatti autore di diversi articoli scientifici, divulgativi, ma soprattutto di critica all’antropocentrismo. Fra i suoi volumi più recenti, "Dizionario Italiano/Cavallo" (2010), "Comprendere il Cavallo" (2015), entrambi pubblicati in Italia, "Equus Lost?" (2017), pubblicato negli Stati Uniti, "Nel nome dell'Animalità" (2018), con la traduzione in spagnolo "En nombre de la Animalidad” (2019).